• Paola Cambielli

Il tramezzino, 95 anni di spuntini

Perfetto per una pausa di mezza giornata, un pranzo veloce, un pic nic all'aperto ma anche un aperitivo, il tramezzino è un'idea semplice e gustosa, tutta Made in Italy. Due fette di pancarré che hanno fatto il giro del mondo, diventando perfino un piatto gourmet.

Nel 1926, la signora Angela Demichelis Nebiolo, inventò il tramezzino

Così recita una targa all'interno del Caffè Mulassano, uno dei locali storici di Torino. Ci troviamo proprio nel cuore della città sabauda, in una delle piazze principali - ovvero al numero 15 di Piazza Castello. Ed è proprio qui che la signora Angela Demichelis Nebiolo, insieme al signor Onorino, si stabilì dopo aver vissuto per qualche anno a Detroit. Anche lei faceva parte di quei milioni di italiani che dall'Italia partirono come emigranti negli Stati Uniti, per cercare una vita migliore.

Ma il desiderio di Angela era di tornare un giorno nella sua città natale. Così, nel 1925 rilevò il Caffè Mulassano e iniziò felicemente la sua nuova vita in patria. La sua fortuna fu di introdurre qualche novità nel menù, qualcosa che non si era mai visto.

Ispirandosi al classico sandwich americano, diede vita al tramezzino.

Tramezzino, lo spuntino che 95 anni fa nacque a Torino
fonte: Genny Gallo da Agrodolce

Tramezzino o toast?


L'inventore del sandwich americano, John Montagu IV conte di Sandwich, è famoso per aver diffuso il panino in tutto il mondo. Ma in qualche modo è legato anche alla storia sia del tramezzino sia del toast. Il concetto di base è molto semplice: avere a disposizione un piatto veloce, da poter mangiare anche mentre si continua a fare altro - come non smettere di giocare a carte, nel caso del conte di Sandwich. Per lo meno, questo è quello che narra una delle tante leggende a lui dedicate. Due fette di pane che racchiudevano dell'arrosto erano la soluzione perfetta.

Ma qual è la vera differenza tra un tramezzino e un toast? Entrambi prevedono che il pane - o meglio, un pancarré - sia servito senza crosta ma il tramezzino deve essere freddo, mentre il toast è, come dice il nome, tostato. Quindi bello caldo, abbrustolito.

Nel toast il pancarré è abbrustolito, mentre nel tramezzino è servito freddo

Un neologismo di D'Annunzio


Da quando il Caffè Mulassano iniziò a venderlo, il tramezzino divenne sempre più famoso. Un giorno, i proprietari del locale videro entrare Gabriele D'Annunzio, che in quegli anni si era già trasferito nella sua residenza sul Lago di Garda. Si sedette e dopo averne ordinato uno, esclamò:

Ci vorrebbe un altro di quei golosi tramezzini

Ma nessuno finora li aveva mai chiamati in quel modo. Aveva coniato un altro dei suoi neologismi, italianizzando il termine sandwich. Oltre a rappresentare una particolare infrastruttura dell'edilizia, la parola tramezzo si riferiva a qualcosa che sta nel mezzo, che D'Annunzio avrebbe interpretato come un veloce spuntino tra un pasto principale e l'altro.

Una storia tutta Made in Italy, anche nel nome.



Un viaggio da Torino a Venezia


Ma il tramezzino non è una tradizione solo torinese. Lì ha avuto le origini, ma a partire dagli anni '50 i tipici bacari di Venezia iniziarono a servire cicchetti anche a base di tramezzini. Tant'è che col tempo diventarono parte integrante della tradizione gastronomica della Serenissima. E non solo come accompagnatori dello spritz all'ora dell'aperitivo. Le due fette di pancarré triangolari dei tramesin venivano farcite così tanto da formare una sorta di pancia, come se sorridessero per aver inglobato tutto quel ripieno a base di ogni ben di Dio. E anche i clienti iniziarono a sorridere, felici di consumare il tramezzino a qualsiasi ora del giorno.

Il tipico tramezzino veneziano farcito
fonte: Pinterest

Anche il tramezzino diventa gourmet


Dato che prepararli è così facile e veloce, i tramezzini sono spesso considerati come "panini di serie B". Purtroppo le vetrine di molti bar non vanno in loro aiuto, soprattutto quelle che sembrano rimaste fedeli agli anni '80-'90. Ma dato che il vintage non passa mai di moda, molti locali hanno ridato nuova linfa ai tramezzini, arricchendoli con ingredienti e preparazioni propri di una cucina gourmet.

Non essendo piemontese, non posso proferir verbo su quale sia il miglior tramezzino torinese. Ma se la cosa ti incuriosisce - magari te lo puoi annotare per una prossima gita nella città della Mole - puoi guardarti la puntata di Food Advisor a lui dedicata. Puoi vederla qui, su Discovery+. Se invece vorresti fare tappa a Venezia, sono davvero tanti i posti in cui poter fare una pausa pranzo sfiziosa.

Io preferisco concentrarmi sui locali di Milano, il cui menù trabocca di tramezzini da ogni poro, anche gourmet.

  • Tramé. Ricordo benissimo la prima volta in cui ci sono stata. Stavo passeggiando con una mia amica in zona Repubblica/Stazione Centrale ed eravamo alla ricerca di un posto easy dove pranzare. Passando davanti al bancone di Tramé siamo rimaste colpite da tutti quei tramezzini veneziani così invitanti. C'era davvero l'imbarazzo della scelta. Il punto forte di Tramé è la possibilità di ricreare il momento dell'aperitivo anche a casa, ordinando un bello spritz. Ed è così che ti ritrovi subito catapultato nella laguna veneta.

  • L'altro tramezzino. La scuola veneziana è ancora una volta la protagonista, insieme all'esaltazione delle materie prime tipiche della zona - fatte arrivare direttamente dai produttori locali - e alla ricercatezza dei gusti.

Il nostro intento è quello di semplificare la qualità e di portare ingredienti buoni assemblati con fantasia.

Così scrivono i proprietari sulla loro pagina Facebook.

  • Tramlab. Ora ci addentriamo in un mondo che sta piano piano prendendo piede nel mondo della ristorazione e che da un anno a questa parte sta avendo un vero e proprio boom. Tramlab, infatti, non è nè un bar nè un ristorante, ma il laboratorio del tramezzino veneziano. Il concetto che applica è quello delle cosiddette dark kitchen, ovvero le cucine nascoste che lavorano dietro le quinte del food delivery. Se ancora non conosci questo fenomeno, in quest'articolo lo spiego più dettagliatamente. Ma tornando a Tramlab, l'altro aspetto che mi incuriosisce è il nome: "lab" sta appunto per laboratorio e "tram" non solo rappresenta il viaggio immaginario che il tramezzino fa da Venezia a Milano, ma è dedicato "a tutti coloro che almeno una volta nella vita sono saliti su un tram dopo il lavoro". Quante volte in quei momenti abbiamo vagato con la mente pensando a un luogo che amiamo, ai suoi paesaggi e ai suoi sapori tipici. I tramezzini di Tramlab vogliono proprio farci rivivere quelle emozioni.

Perché la cucina non è solo la preparazione di un piatto e il servizio di delivery non si ferma solo all'atto della consegna del pasto ordinato. Ma è soprattutto emozione e coinvolgimento.


Se conosci altri posti o laboratori specializzati in tramezzini, fammelo sapere. Non vedo l'ora di scoprirli.

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