• Paola Cambielli

Regalare i cioccolatini a San Valentino? È una tradizione

Diventati il simbolo della festa degli innamorati, i cioccolatini sono tra i doni più scelti per far felice la persona amata. Anche se qualcuno la considera un'idea banale, regalare i cioccolatini a San Valentino è ormai una tradizione. Ma da dove nasce?

Nonostante per molte donne il giorno di San Valentino sia diventato una ricorrenza troppo commerciale perché "l'amore va dimostrato tutto l'anno" - e su questo siamo d'accordo - alzi la mano a chi non farebbe piacere ricevere un pensierino. Sono sicura al 100% che le amanti del cioccolato come me non rifiuterebbero mai una bella scatola di cioccolatini. Nonostante siamo cresciute con il mantra che "mangiare il cioccolato fa male e fa ingrassare", noi il 14 febbraio ce ne freghiamo. D'altronde, è dimostrato dalla scienza che possiede anche degli effetti benefici. Lo conferma il fatto che regalare i cioccolatini a San Valentino è ormai una tradizione consolidata. Ma come è iniziata?

Perché a San Valentino si regalano i cioccolatini?

Dagli aztechi delle Americhe alla nobiltà europea


Non ringrazierò mai abbastanza il nostro Cristoforo Colombo per essere stato il primo ad essere entrato in contatto con il cacao durante il suo viaggio nelle "Indie Occidentali". Era il 1502 quando sull'isola di Guanaja, nel Mar dei Caraibi, venne a conoscenza di questo prodotto così caro alle popolazioni che abitavano quelle terre.

Ma anche se non capì subito come mai gli indigeni dell'attuale America Centrale lo considerassero il cibo degli Dei - in quanto eccessivamente amaro per il palato - se ne resero conto qualche anno più tardi i conquistatori spagnoli, quando nel 1519 arrivarono nel Nuovo Mondo. Gli Aztechi offrirono a Hernán Cortés una bevanda a base di acqua calda e semi di cacao, chiamata xocoatl nella loro lingua, che venne subito importata prima in Spagna e poi in tutta Europa.


Nonostante Cortés la considerò “cibo più da porci che da huomini”, ne vide delle enormi potenzialità commerciali e la ricetta si diffuse in tutte le corti aristocratiche. La cioccolata era quindi una bevanda nobile e di nicchia, che iniziò ad essere resa più dolce con l'uso dello zucchero e col passare degli anni usata anche per decorare piccoli e gustosi pasticcini.


Oggi il cioccolato si trova praticamente ovunque, ma secoli fa chi ne usufruiva aveva tra le mani un bene molto pregiato e di lusso, al pari del valore che oggi attribuiamo al caviale. E regalarlo significava dare un'enorme importanza alla persona.

Regalare i cioccolatini a San Valentino: da un prodotto costoso a un intento nobile

Dal Bacio Perugina ai cioccolatini Lindt


Regalare i cioccolatini a San Valentino oggi può sembrare un'idea banale e monotona perché si è sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, che possa stupire l'altra persona. Ma non può dire lo stesso la Perugina, che ha fatto del Bacio il suo marchio di fabbrica fin dagli anni Sessanta, quando iniziò ad essere associato alla festa degli innamorati, diventando uno dei simboli di San Valentino. D'altonde, come recita un suo famosissimo spot pubblicitario: "Chi ama, Baci". A proposito, lo sai che la storia del Bacio Perugina è davvero curiosa? Alla sua nascita doveva chiamarsi addirittura cazzotto. Se vuoi saperne di più, ti consiglio di leggere quest'articolo.


Per andare incontro all'esigenza sempre più frequente dell'originalità, l'azienda di Perugia si è sempre mobilitata per stupire i consumatori e coinvolgerli con idee sempre nuove.

Ogni anno, ad esempio, collabora con cantanti e scrittori seguitissimi dal pubblico per personalizzare i cartigli - cioè i bigliettini - con le loro frasi d'amore. Ma quest'anno ha voluto aggiungere un qualcosa in più, ideando un format dove ognuno di noi potrà essere tra i protagonisti della giornata. Come? Girando un video o creando il proprio cartiglio.



Anche i Lindor - i cioccolatini dei Maître Chocolatiers della Lindt - sono tra i più apprezzati da regalare e ricevere. Per rendere questo San Valentino davvero speciale, l'azienda svizzera ha avviato due importanti collaborazioni:

  • ha chiamato l'illustratrice Virgola per personalizzare le scatole di latta. La messinese Virginia di Giorgio ha dipinto con i suoi acquerelli tre box contenenti i cuori Lindor che raffigurano i momenti salienti di una storia d'amore: lo scambio dei numeri di telefono e le conversazioni via chat, l'aspettativa del primo appuntamento e la nascita dell'innamoramento.

  • con My Cooking Box, love is in the air. O forse dovrei dire "Love is in the box", come si chiama la sua ultima idea in edizione limitata. La startup specializzata in cofanetti che ci fanno vivere l'esperienza di sentirci uno chef stellato almeno per una volta nella vita ha voluto aggiungere all'occorrente utile a preparare una cena romantica anche delle praline Lindor. Quelle ripiene dall'"irresistibile scioglievolezza".


Insomma, come si può non onorare la tradizione e dire di no a una scatola di cioccolatini?


Curiosità


In Giappone San Valentino è la festa del cioccolato e non il giorno degli innamorati. La loro usanza prevede che il 14 febbraio siano le donne a regalare del cioccolato scuro agli uomini, ma non devono essere necessariamente fidanzati o mariti. Semplicemente, un gesto di dolcezza incondizionato. Quel giorno, le vetrine di negozi e pasticcerie pullulano di cioccolatini in ogni dove.

Ma non finisce qui. Un mese dopo, i ragazzi che hanno ricevuto il dono devono ricambiare il favore alla ragazza che gliel'ha donato. Solitamente si tratta di cioccolata bianca, ma anche biscotti generici o addirittura gioielli. Per questo, il 14 marzo è conosciuto come White Day.


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