• Paola Cambielli

I piatti della cucina lodigiana che si mangiano a San Bassiano

Per gli abitanti di Lodi, il 19 gennaio è il giorno più atteso dell'anno. Il protagonista indiscusso è San Bassiano, il patrono della città. E come ogni festa che si rispetti, sulle tavole non possono mancare i tradizionali piatti della cucina lodigiana. Scopriamo quali sono.

I tradizionali piatti della cucina lodigiana hanno origini contadine. Venivano preparati nelle case di quelle famiglie che ogni mattina si alzavano all'alba per andare a lavorare la terra oppure occuparsi degli animali nelle stalle. Erano ben pochi quelli che avevano la fortuna di essere nati in famiglie un po' più agiate. Le materie prime più diffuse non avevano costi elevati ed erano accessibili a tutti. Si trovavano con grande facilità perché provenienti da tutto quello che offriva il territorio.

Qual è l'occasione migliore per celebrare i piatti della cucina lodigiana se non durante il giorno dedicato a San Bassiano, il Santo Patrono di Lodi? Scopriamo insieme cosa si prepara il 19 gennaio.



#1 Büseca


Per onorare le loro tradizioni, i lodigiani non hanno mai smesso di chiamare i piatti tipici con nomi dialettali, come hanno sempre fatto i loro antenati. La büseca è la regina della Festa di San Bassiano. Significa trippa ed è ricavata da diverse parti dello stomaco dei bovini. La ricetta originale prevede che venga tagliata a strisce sottili e accompagnata con fagioli, pomodori, carote e sedano. Si deve servire rigorosamente fumante perché, come da tradizione, durante la Festa di San Bassiano ogni lodigiano si reca sotto i portici di Piazza Broletto per aspettare la propria porzione e mangiarla in piedi, mentre passeggia per le vie del centro o tra le bancarelle di Piazza della Vittoria. In parole povere, la büseca è una vera e propria pietanza da street food. D'altronde, come sostengono i lodigiani:

Mangià la büseca de San Bassan, vör di sta ben tüt l'an - mangiare la trippa di San Bassiano vuol dire star bene tutto l'anno
foto: quotidiano.net

Ma quest'anno le cose vanno un po' diversamente. Anche se non ci sarà il classico appuntamento in piazza, la Fondazione Clerici e l'Accademia Italiana della Cucina hanno pensato a una bellissima iniziativa per aiutare le persone in difficoltà, portando avanti la tradizione di San Bassiano. Il 2021 infatti verrà ricordato come l'anno in cui si inaugurerà la Trippa Sospesa.

Anche la blogger lodigiana Una Cameriera in cucina ha provato a replicare a casa la büseca. Quale sarà stato il risultato? Se sei curioso di scoprire tutti i passaggi della ricetta originale - e magari cimentarti anche tu, provando a fare qualcosa che non hai mai cucinato - dai una sbirciata qui.

foto: Una cameriera in cucina per Giallo Zafferano

#2 Filsón


Queste trecce di castagne unite in quattro file e legate con uno spago non credo abbiano una traduzione in italiano. Il mestiere del filsuné è uno dei più antichi - tipico soprattutto di Sant'Angelo Lodigiano, il paese in cui sono nata - così ricco di storia da portarci quasi in un altra epoca. Ma è anche un duro lavoro, fatto di:

  • viaggi fino a Cuneo per acquistare i marroni della miglior qualità

  • giornate passate prima ad affumicarli poi a cuocerli al vapore, per essere conservati più a lungo

  • creare queste trecce, dove i marroni venivano infilzati uno nell'altro - da qui il nome filsón

  • venderli sulle bancarelle delle varie fiere e mercati, tra cui proprio la fiera di San Bassiano, il 19 gennaio

Più che un lavoro, per i santangiolini era un vero e proprio stile di vita. Purtroppo però, in via di estinzione.

foto: il Ponte

#3 Raspadüra


Di cosa sia la raspadüra ho ampiamente parlato in quest'articolo, insieme alle sue origini e ad alcune ricette interessanti in cui può essere utilizzata. Durante la Festa di San Bassiano solitamente viene servita insieme a un piatto di büseca bello caldo.


#4 Tortionata


Dulcis in fundo, ecco il più goloso tra i tradizionali piatti della cucina lodigiana. Per concludere al meglio la giornata non può mancare una fetta di Tortionata, il dolce tipico di Lodi presente in città già dai primi dell'Ottocento grazie al pasticciere Carlo Tacchinardi. Chiamata anche Turta de Lod - immancabilmente in dialetto - conquista per la sua sofficità e la sua dolcezza. La pasta frolla di base è così friabile - grazie anche alla farina di mandorle utilizzata - che per tagliarla non serve un coltello. Si deve spezzare con le mani o viene usato uno strumento chiamato tortijon, un fil di ferro attorcigliato, che ha dato il nome alla torta.

Come si prepara la tortionata? Ce lo spiega sempre la nostra Cameriera in cucina, in questa facile ricetta.

foto: Una cameriera in cucina per Giallo Zafferano

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