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  • Paola Cambielli

El Día de los muertos, la festa che rende la morte più umana

Si celebra ufficialmente il 2 novembre ma gli omaggi iniziano già dal 28 ottobre. El día de los muertos è la tradizione messicana più conosciuta e sentita, dove i morti vengono ricordati festeggiando.

 

Il Messico è una di quelle mete che mi affascinano da sempre. Sarà perché amo lo spagnolo oppure per i suoi paesaggi e la sua cultura. Ma quando deciderò di visitarlo, mi piacerebbe moltissimo partire per assistere ai festeggiamenti del Día de los muertos. Si tratta del giorno dei morti, la tradizione più importante del Paese. Ecco un assaggio di ciò che si può trovare camminando per le strade di città e piccoli villaggi (no, purtroppo non mi riferisco a James Bond).



Una giornata tutt'altro che triste


Si parla di Día de los muertos al singolare perché la festività cade il 2 novembre ma le celebrazioni iniziano diversi giorni prima (di solito, a partire dal 28 ottobre). Ciò che la rende così caratteristica è come viene concepita dai messicani. Anche se il nome della ricorrenza può far trasparire una sensazione di malinconia e dolore, il loro approccio è tutt'altro che negativo. Invece di piangere la perdita delle persone amate, le vogliono ricordare nei momenti migliori della loro vita, rendendo loro omaggio. Come? Festeggiando.

Così, le bancarelle dei mercatini diventano un tripudio di teschi - le famose calaveras - che si tingono di colori grazie all'arte della pittura manuale. Le vetrine dei negozi si ornano di fiori, in particolare di calendule, e le famiglie allestiscono nelle loro case dei piccoli altari, dove accanto a candele e pane tradizionale messicano vengono collocate le fotografie degli antenati.



Per queste ragioni e soprattutto per il fatto di essere una ricorrenza così sentita, dove i preparativi durano diverse giornate, nel 2008 el Día de los Muertos messicano si è meritato il titolo di Patrimonio culturale immateriale dell'umanità da parte dell'Unesco. Se contiamo anche che il complesso archeologico di Chichén Itzá è una delle sette meraviglie del mondo, abbiamo fatto bingo. Un motivo in più per visitare il Messico ;)


El Día de los Muertos nei film: Coco e il ricordo


All'inizio dell'articolo ho introdotto il film Spectre di 007, la cui scena iniziale è ambientata durante i festeggiamenti del Día de los Muertos a Città del Messico. Ma non è l'unico film in cui questa ricorrenza viene fatta conoscere.

Anche Coco, il capolavoro targato Disney del 2017, si svolge proprio durante questa festa ed è stato realizzato proprio per spiegare ai più piccoli che la morte è parte integrante della vita. Non bisogna affrontarla come un argomento tabù, ma renderla normale, nonostante sia un evento triste e doloroso.

Coco può essere considerato come un esempio di quello che in psicologia viene chiamato Death Education, ovvero un percorso educativo che insegna ad accettare il lutto. Proprio come riesce a fare Miguel, il protagonista, che grazie al ricordo scopre che i morti continuano a "vivere" nell'aldilà.



A proposito di altari e omaggi: la Casa Azul di Frida Kahlo


Non c'è ombra di dubbio che Frida Kahlo sia l'artista messicana più amata di sempre. La sua casa natale di Coyoacán, la Casa Azul, è diventata un museo che ogni giorno accoglie migliaia e migliaia di visitatori. In poche parole, un vero e proprio luogo di pellegrinaggio dove rivivono lo spirito di Frida e del suo amato Diego Rivera. In quella che fu la casa di famiglia si può ammirare il suo atelier, la cucina, la camera da letto con le sue urne e i meravigliosi giardini. Se vuoi iniziare a sbirciarla prima di preparare il tuo viaggio in Messico, dai un'occhiata qui.

La bellezza della casa è davvero affascinante, con i colori accesi che caratterizzano il Messico e i ricordi della pittrice che prendono vita in tutti i cimeli.

Se lo spirito di Frida Kahlo è presente in ogni momento dell'anno, immagina quanto può esserlo durante queste giornate di memoria.


La Casa Azul museo Frida Kahlo
fonte: greenme.it


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