• Paola Cambielli

Il simbolo della laurea: la corona d'alloro

Chiamata anche corona trionfale, la corona d'alloro viene posta sulla testa dei laureati il giorno della proclamazione finale. Ma da dove deriva questa usanza e cosa c'è dietro questo simbolo?

21 aprile 2010: il fatidico giorno era arrivato. L'emozione mista ad agitazione mi ha accompagnata tutta la mattina e mi ha lasciata solo dopo la discussione della tesi, quando il professore ha annunciato il voto finale. Ero finalmente laureata! E una bella corona d'alloro era lì ad aspettarmi, pronta per essere indossata. "La devi tenere per tutto il giorno". Ricordo questa frase di mia madre come se fosse oggi. Ma perché la corona d'alloro è diventata il simbolo della laurea?

Laureata che indossa la corona d'alloro
La mia corona d'alloro


Un salto in un passato glorioso

Se è arrivata sulla testa dei laureati, significa che la corona d'alloro ne ha fatta di strada. D'altronde, la parola laureato significa proprio colui che porta la corona d'alloro, che nella lingua latina si chiama laurea. Tutto torna.

Ma il suo viaggio è iniziato ai tempi della civiltà ellenistica, quando i grandi condottieri del calibro di Alessandro Magno, tanto per citarne uno, venivano premiati per le loro conquiste con una corona trionfale composta di foglie d'alloro intrecciate con dei rami.

Questa usanza è stata adottata anche dai romani, tant'è che gli imperatori ne portavano sempre una d'oro sulla testa in segno di riconoscimento e di grande valore nel campo militare. Ti dice nulla Giulio Cesare, il politico e conquistatore che ha lasciato il segno più indelebile nella storia di Roma nonostante non sia mai stato nominato imperatore?



Una pianta sempreverde e immortale


Ecco perché l'alloro veniva scelto per essere trasformato in magnifiche corone che abbellivano i capi di coloro che compivano le azioni più vittoriose. Era il simbolo dell'immortalità e vuoi che i potenti non ambissero ad essere ricordati per i secoli dei secoli? Le sue foglie non appassivano mai e ciò contribuiva a contornare di gloria eterna chi le portasse sulla testa. Una sorta di benedizione.

La pianta d'alloro usata per le corone era simbolo di immortalità

Il mito del Dio Apollo


Un'altra ipotesi riguardo l'uso dell'alloro deriva dalla mitologia ed è legata ad Apollo, il Dio del sole e - in quanto protettore delle Muse - anche della poesia e delle arti.

Chi nomina Apollo pensa immediatamente a Dafne, una bellissima ninfa che viveva in simbiosi con la natura. Il loro amore, però, era destinato a non avere mai pace. Più che altro l'amore di Apollo, dato che Dafne non lo ricambiava minimamente. Aveva infatti subito un incantesimo da parte di Eros, che vendicandosi della continua derisione di Apollo nei suoi confronti, scoccò una freccia sulla ninfa. Una freccia d'odio verso il Dio del sole. Ma non solo. In un inseguimento - rappresentato in questa opera del Tiepolo - Dafne finirà per trasformarsi in un albero di alloro e da quel momento Apollo decide di non separarsi mai dall'amata, portando sempre con sé i rami della sua pianta, cinti in una corona.

Poichè tu non puoi essere mia sposa, sarai almeno l'albero mio: di te sempre, o lauro, saranno ornati i miei capelli, la mia cetra, la mia faretra. - dalle Metamorfosi di Ovidio
Il mito di Apollo e Dafne: i rami della ninfa diventano una corona d'alloro
Giovanni Battista Tiepolo, "Apollo insegue Dafne"

Il Medioevo e la letteratura


La corona d'alloro continuerà a rappresentare la gloria e il grande valore di una persona anche nel Trecento, quando artisti come Dante, Petrarca e Boccaccio iniziarono a gettare le basi della lingua e della cultura italiana. Ma non più la gloria militare, bensì quella intellettuale. Diventò il biglietto da visita di grandi poeti e scrittori. In quel modo, chi non li avesse conosciuti si sarebbe subito accorto di trovarsi di fronte ad una persona di grande sapienza, che dedicava la propria vita alla letteratura.

E' curioso notare quanto l'alloro sia ricorrente soprattutto nella vita di Francesco Petrarca. Basti pensare solo che la sua musa ispiratrice - eccole di nuovo, le Muse - si chiamasse Laura. E che fu proprio lui il primo poeta laureato, nonostante tutti noi abbiamo ben impressa l'immagine di Dante incoronato d'alloro.

Nel Trecento la corona d'alloro veniva posta sul capo di poeti e scrittori
Dante in Piazza Santa Croce a Firenze

Ancora oggi, circa 700 anni dopo, la corona d'alloro viene simbolicamente donata a coloro che raggiungono un traguardo importante in tema di studio e di cultura. E ti assicuro che è una bellissima soddisfazione riceverla, come riconoscimento per gli sforzi fatti durante gli anni universitari.

Piccole curiosità sull'alloro


  • Per Greci e Romani l'alloro non era considerato solo una pianta simbolica, ma era utile soprattutto per curare alcune malattie.

  • Ami leggere e in casa tua non può mancare una libreria ricca di capolavori di ogni genere. Ma con il passare degli anni le pagine purtroppo si possono sciupare e ingiallire. Ecco che l'alloro arriva in tuo soccorso. Basta mettere qualche foglia tra le pagine dei libri e l'effetto naftalina sparirà. Anche se l'alloro è un sempreverde, dopo un po' di tempo l'effetto diminuirà e per avere libri sempre intatti devi ricordarti di sostituire le foglie vecchie con delle nuove. Al posto dell'alloro si possono usare anche dei fiori secchi di lavanda.

  • Credi nei sogni premonitori? Allora prova a mettere delle foglie di alloro sotto al cuscino. Secondo alcune credenze popolari, hanno il potere di far avverare i sogni.

  • Ancora un collegamento al mito di Apollo e Dafne. Alcune leggende narrano che i fulmini non colpiscano mai una pianta d'alloro: Giove infatti avrebbe il compito di salvaguardare la pianta sacra ad Apollo, per rispetto alla sua amata. Se vuoi che la tua casa non venga colpita dai temporali, puoi sempre piantare un albero di alloro in giardino ;)

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