• Paola Cambielli

Antoni Gaudí, il massimo esponente del Modernismo catalano

Un omaggio all'architetto di Tarragona che 95 anni fa si spegneva nell'Hospital de la Santa Creu a Barcellona. Le coloratissime e affascinanti opere di Antoni Gaudí ispirate alla natura l'hanno fatto diventare il rappresentante per eccellenza del Modernismo catalano.

Se si parla di Barcellona, la mente pensa subito a una città della #Spagna allegra, viva e colorata ma non solo per il mare o l'atmosfera di festa che si respira in ogni angolo. Le più grandi opere artistiche del Modernismo catalano danno un grande contributo perché sono state create da una persona dalla mente veramente rivoluzionaria ed eclettica. Ancora oggi, a 95 anni dalla sua morte, le creazioni di Antoni Gaudí i Cornet ci catapultano in un mondo quasi incantato.

Nonostante non sia l'unico rappresentante del Modernismo catalano. La cosiddetta Ruta del Modernisme, infatti, è un itinerario che raccoglie più grandi espressioni anche degli architetti:

Ma è stato proprio Gaudí ad indentificarsi totalmente con lo spirito della capitale catalana.

Se sei pronto per una camminata tra bellezze dai colori e dalle forme uniche al mondo, vamos!


Cos'è il Modernismo catalano

In Italia è conosciuto come Liberty e in Francia come Art Nouveau. È uno stile che si sviluppa tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento e si basa sull'uso di elementi facenti parte della natura. Gli arredi architettonici piano piano si trasformano: le colonne diventano dei longilinei alberi, le facciate si riempiono di foglie e grappoli, i tetti assumono sembianze a volte ondulate - come nella casa Batlló e nella casa Milà o Pedrera - a volte più geometriche - come nella Casa Amatller. È come se la natura si fosse impossessata della città, diventandone un tutt'uno.

Ricordo come se fosse oggi il giorno in cui ho visitato la Sagrada Família. Era novembre, quindi bassa stagione, e non ho fatto nemmeno un minuto di coda. Continuavo ad ammirare a bocca aperta ogni angolo sia dell'esterno sia degli interni, così diversi dalle cattedrali viste fino ad allora. Non sembrava nemmeno di essere in una cattedrale. I colori accesi delle vetrate riflettevano alla perfezione i numerosi dettagli curati, dove niente era lasciato al caso. Sembrava proprio un'opera plasmata con l'argilla. D'altronde, la forza di Gaudí è proprio questa: lasciare tutti senza parole con il suo genio innato.


La fortuna di Antoni Gaudí: l'incontro con Eusebi Güell


Nel 1878, Gaudí espose un piccolo mobile all'interno del Padiglione Spagnolo dell'Esposizione Universale di Parigi e tra i tanti visitatori uno rimase particolarmente colpito da quel capolavoro. Si trattava dell'imprenditore e politico Eusebi Güell i Bacigalupi, una personalità decisamente importante per Barcellona. Da quel momento, prese sotto la sua ala il genio di Tarragona, che in circa 20 anni creò:

  • la Finca Güell (1884-1887)

  • il Palazzo Güell (1885-1889)

  • la Cripta di Colonia Güell (1898-1915)

  • l'inconfondibile Park Güell (1900-1914). Pensa che inizialmente avrebbe dovuto essere un quartiere residenziale per famiglie benestanti. Il parco è stato d'ispirazione per molti artisti, tra cui la scultrice Niki de Saint Phalle: rimase così colpita da creare un Park Güell tutto italiano, ovvero il maremmano Giardino dei Tarocchi.


Ma Antoni Gaudí è anche...


Il genio catalano aveva un'abitudine giornaliera: recarsi alla Sagrada Família partendo dalla chiesa situata in Plaça Sant Felip Neri, che sulla facciata porta ancora i segni della bomba sganciata durante la Guerra Civile nel 1938. Ma un giorno, il 7 giugno 1926, fu investito accidentalmente da un tram e morì tre giorni dopo all'Hospital de la Santa Creu, il 10 giugno.

Per omaggiare il suo talento, mi sembra riduttivo limitarsi solo all'elenco delle sue opere più famose. Girando per Barcellona e a volte allontanandosi un po' dai quartieri più centrali, ci si può imbattere in altre eccentriche costruzioni, così belle da eguagliare quelle più note.

  • Casa Vicens. Costruita tra il 1883 e il 1885, è la prima creazione maestra di Gaudí e fu costruita su commissione di Manel Vicens i Montaner come residenza di villeggiatura. Entrando, non vi sembrerà nemmeno di trovarvi a Barcellona, eppure siete nell'animatissimo quartiere Gràcia. Dichiarata Patrimonio dell'Umanità nel 2005, ora è un luogo che ospita esposizioni, un giardino e un tetto accessibile al pubblico.

Indicazioni per raggiungerla: Carrer de les Carolines, 20-26 / metro Fontana (L3)


  • Torre Bellesguard o casa Figueres. Questo magnifico edificio è uno dei meno conosciuti del genio catalano. Forse perché si trova sulle alture della città, alle pendici del Collserola e non è molto frequentato. Barcellona, infatti, è una città che si sviluppa in una sorta di conca tra il mare e le montagne e in estate si rivela abbastanza afosa. Comunque, anche se non sorge proprio nel centro della città - nel quartiere San Gervasi, più precisamente - la Torre Bellesguard merita una visita, soprattutto se non è la prima volta che ti rechi a Barcellona. È una casa ospitata in una torre del XV secolo di proprietà dell'ultimo re della dinastia catalana Martino di Aragona, detto l'Umano.

Indicazioni per raggiungerla: Carrer de Bellesguard, 20 / Dalla fermata Avinguda Tibidabo si può prendere il Tramvia Blau e scendere in Carrer de Bellesguard oppure si può optare per l'autobus 123 e scendere alla fermata Bellesguard - Valeta d'Arquer.



  • Casa Calvet. Ora ritorniamo nel centro della città per un'ultima tappa e godiamoci l'opera di Gaudí considerata la più semplice, anche se comunque di grande fascino. Siamo nel quartiere dell'Eixample. Casa Calvet fu costruita nel 1897 per il proprietario di una fabbrica di tessuti, Pere Calvet, e subisce le influenze dello stile barocco. Purtroppo non è visitabile all'interno ma non si può non fare un piccolo break davanti a quello che il Comune di Barcellona identificò come miglior edificio dell'anno 1900.

Indicazioni per raggiungerla: Carrer de Casp, 48 / metro Urquinaona (L1 e L4)


Durante il prossimo viaggio a Barcellona, approfitta per visitarla in un modo un po' diverso. Segui le mattonelle rosse rotonde con al centro un fiore poste sulla pavimentazione. Non ti puoi sbagliare, sarai sicuramente sulla Ruta del Modernisme.


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